Adesso "Sicario a zero ore" è disponibile anche in lingua inglese:
https://www.amazon.com/dp/B07256T3H5
giovedì 27 luglio 2017
giovedì 8 giugno 2017
Schegge di Halloween
Sull'onda di 27 mini-Natali da brivido!, ecco altri tre raccontini di 1.000 caratteri ciascuno:
“E' pronto, vieni su!”
Il costume
Si sentiva un pirata che frugava nella
stiva alla ricerca di un tesoro. Da cosa si sarebbe vestito: vampiro,
lupo mannaro? Dal piccolo oblò i lampi illuminavano a giorno la
soffitta, rivelando ragnatele nascoste. I rami più alti, sferzati
dal vento, grattavano la finestrella come dita rattrappite di una
vecchia megera. Andrea ispezionava gli scatoloni con una torcia, in
cerca dell'ispirazione. Vecchi abiti, pezzi di stoffa, guanti
spaiati, berretti bucati. Notò un piccolo scrigno. Soffiò via la
polvere e lo aprì. C'era una foto ingiallita di suo padre,
giovanissimo e a torso nudo accanto a un capo indiano; sul fondo una
benda consunta. La prese in mano. Gli occhi si incassarono nelle
orbite, la pelle si rattrappì; le ossa si frantumarono come biscotti
secchi finché risorse come un Golem di sabbia e polvere.
Le due zucche
Non sopportava la voce stridula della
madre.
“Sto facendo la zucca, mangio dopo,”
rispose Marco.
Suonarono alla porta.
“Ciao Marco,” era il vicino di
casa. “C'è tua mamma?”
“E' giù nel seminterrato, venga...”
Marco si inabissò nella penombra delle scale. L'anziano lo seguiva
riluttante.
“Mamma, c'è Paolo,” annunciò
Marco.
Il vecchietto sgranò gli occhi ed
esplose in un urlo disumano.
“Ciao Paolo, qual buon vento?” La
voce di Marco si era fatta stridula.
Il vicino si aggrappò allo stipite per
non cadere. Sul tavolo una testa di donna lo fissava dalle orbite
straziate, maciullate col coltello.
Il vecchio si lasciò scivolare lungo
il muro implorando. Marco aveva occhi da predatore. Ardenti.
“E' pronta la cena!” disse Marco
guardandosi nello specchio.
“Devo finire la zucca, te l'ho detto
mamma.”
“Ecco perché non hai amici e non
piaci a nessuno, rimarrai da s... Sta zittaaa! Guarda cosa mi hai
fatto fare!”
“Così hai un'altra zucca per
Halloween...”
“Hai ragione mamma!”
Racconti di paura
“Era la notte di Halloween, come oggi
e nel bosco si aggirava un mostro...” Sotto la tenda, al buio,
Marco raccontava, sul viso la luce spettrale di una torcia. Uno dei
suoi amici sospirò, gli altri tre erano congelati in un terrifico
silenzio.
“A un tratto sentirono un rumore
dietro i cespugli. Il più spavaldo andò a controllare e...”
“Si è fatto tardi, ragazzi.” La
madre di Marco irruppe in camera e accese la luce, rovinando sul più
bello tutto il divertimento.
I quattro ricacciarono indietro gli
urli, delusi ma anche un pochino sollevati.
“Dai Marco, è ora di cena, non
perdere tempo, ammazzali che poi devo cucinarli.”
Gli amici fissarono tutti Marco nello
stesso istante. Le sue fattezze stavano lentamente sfumando in
qualcos'altro. Qualcosa di bestiale, di primitivo. Di non umano. E si
alzarono grida, artigli lacerarono, sprizzarono sangue e interiora.
La madre di Marco sorrideva; le madri di quei quattro ragazzi,
ignare, addobbavano i giardini di sciocche zucche intagliate.
Che ne dite? 3.000 battute sono bastate a terrorizzarvi?!
Il guerriero venuto da un altro mondo
- Non m’inchino
alla principessa. Mi inchino alla ragazza di cui m’innamorai al
primo sguardo, - sussurrò tenendo gli occhi bassi; solo all’ultimo
li alzò lentamente verso quelli azzurri, grandi, di lei. Intorno
echeggiavano le urla animalesche delle migliaia e migliaia di orchi e
troll schierati e pronti all’assedio, rimbombava il frastuono delle
lance e delle sciabole battute sugli scudi, ma era come se una bolla
di silenzio li avesse avvolti e li tenesse su un altro piano di
realtà. La principessa e il capo delle sue guardie, sul camminamento
delle alte mura. Una giovane donna e un ragazzo senza età che forse
si erano amati da sempre, silenziosamente, forse ancor prima di
rendersene conto. E adesso quella rivelazione: Aeryn rimase
impietrita. Le lacrime premevano su quegli occhi dolci e indifesi che
lui aveva e avrebbe protetto a costo della vita, sempre, contro
chiunque. Lui che era giunto per conquistare e aveva finito col
servire.
Quella dichiarazione
era esplosa dentro di lei con un fragore sconvolgente. Mentre intorno
il regno si avviava all’epilogo, proprio per questo anzi. Quando
lui era la sua unica speranza. La minaccia della fine l’aveva
costretta ad ammettere con se stessa che forse lei lo sapeva, l’aveva
sempre saputo. Adesso poteva essere tardi: rischiava di non poter mai
più pronunciare le due parole più entusiasmanti del mondo. Quel
pensiero la investì come un’ondata gelida. Le lacrime scorrevano
copiose, ora. - Anche io, - bisbigliò. Il cuore del guerriero perse
un battito. Rimase coi suoi occhi scuri piantati in quelli di lei,
cercando una conferma definitiva. La certezza che avrebbe cambiato la
sua vita. Lui che era sempre vissuto per combattere; per sconfiggere
avversari sempre più potenti; sempre e solo per se stesso.
Considerando l’amore una debolezza: in combattimento o in guerra
non puoi permetterti di preoccuparti per una compagna o per una
figlia. Devi sempre batterti col cuore vuoto. Vuoto e duro, una pompa
che deve irrorare i muscoli per sferrare colpi, niente di più. - Ti
amo anch'io, - continuò lei, la voce ora più ferma, a ribadire la
forza di quel sentimento contro la distruzione e la ferocia
imminenti. - Ma che differenza fa ormai, - concluse con un lamento,
appoggiandogli le mani sulle spalle. Lui si alzò in piedi,
prendendole le mani e stringendole nelle sue. - Che differenza fa? -
le domandò con voce tremante. - Che differenza fa... - ripeté in
tono più risoluto. La principessa vide gli occhi accendersi,
sfumature blu balenarono nelle iridi marroni. Sentì irradiarsi
un’energia calda, come se ardesse un fuoco dentro di lui. Era
piacevole, rassicurante. L’energia divenne una leggera brezza che
le agitò i capelli e le vesti vaporose. Poi successe: una vampata di
luce, un turbine dorato lo avvolse tramutando in azzurri i suoi occhi
e in biondi i suoi capelli. - Fa che devono tremare!!! - urlò il
guerriero girandosi di scatto verso la marmaglia ammassata nel
fossato. Ogni rumore cessò. Il clangore delle armi, le urla, i versi
e le imprecazioni di quello sterminato abominevole esercito furono
annichiliti in un istante. Guardavano tutti quello che credevano un
essere umano e che invece veniva da molto lontano; e l’istinto
suggeriva loro che si sarebbero schiantati contro qualcosa di
implacabile. Un presagio di morte aleggiava ineluttabile sul campo di
battaglia. Come ogni animale abituato a fiutare l'aria della foresta
cercando la traccia della preda, la venuta di un predatore o il
sentore di una sciagura incombente, l'accozzaglia suppurante dalle
fauci grondanti bava capì, fin nell'animo dell'orco più
insignificante, minuto e deforme, che per loro non ci sarebbe stata
un'altra alba.
giovedì 18 maggio 2017
Per gli amanti del cartaceo...
... una mia antologia di "Racconti" con copertina flessibile:
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giovedì 11 maggio 2017
La Caccia
Grazie ad Alessandro per questo suo commento su "La Caccia":
"Libro molto singolare, infatti intreccia due generi letterari molto
particolari (Fantasy e Fantascieza). La parte iniziale mi è risultata un
po' ingarbugliata, nonostante ciò è possibile comprendere meglio ciò
che accade continuando a leggere il racconto. Ritengo che l'inserimento
di personaggi storici o elementi ripresi da altri libri hanno reso le
vicende molto più interessanti."
"Libro molto singolare, infatti intreccia due generi letterari molto
particolari (Fantasy e Fantascieza). La parte iniziale mi è risultata un
po' ingarbugliata, nonostante ciò è possibile comprendere meglio ciò
che accade continuando a leggere il racconto. Ritengo che l'inserimento
di personaggi storici o elementi ripresi da altri libri hanno reso le
vicende molto più interessanti."
venerdì 21 aprile 2017
Sicario a zero ore
Una recensione positiva fa sempre piacere :-)
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venerdì 24 febbraio 2017
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